Gruppo Escursionisti Barberinesi  
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12/13 aprile 2014 Ferrate Sasse e Caspai

 

 

12 aprile

Ferrata Sasse

sasse

a

 

13 aprile

Via Ferrata CASPAI

CORNA di CASPAI

PERCORSO STRADALE

Lungo la SS. 237,in Valle Sabbia,si raggiunge il comune di Nozza-Bs dal quale si devia con chiara indicazione in direzione dell'abitato di Casto (6km). Si attraversa il centro di quest’ultimo in direzione di Lodrino-Bs,raggiunto il quale si sale,come da indicazioni,per la località Pineta fino al parcheggio della trattoria "La Genzianella". Vi è anche la possibilità di proseguire ancora brevemente in auto trovando altra possibilità di parcheggio,sulla destra,presso un tornante riconoscibile dalla presenza di un tavolo e panche in legno.

AVVICINAMENTO

Lasciata l'auto,si seguono gli indicatori bianco-verdi ,già presenti lungo la strada asfaltata,in direzione del passo Cavada. Dopo circa 10 minuti,giunti sopra il grande vallo paramassi a tutela di frana secolare,si devia a sinistra  e si segue il nuovo sentiero per altri 15 minuti,in direzione del massiccio roccioso ,per giungere all'attacco della ferrata.

LA FERRATA

L'attacco è rappresentato da un traverso obliquo da superare anche tramite la presenza di un piolo  la buona aderenza della roccia . Pochi metri lungo arbusti  e si giunge alla base di un secondo traverso obliquo che alternandosi a brevi tratti verticali  raggiunge,tramite un tratto finale piuttosto esposto ,una prima cengetta erbosa . In questi passaggi  si trovano presenti vari pioli metallici. Dalla cengia inizia una lunga traversata prevalentemente in quota che tramite tracce di sentiero   alternate a passaggi esposti ma di scarsa rilevanza tecnica  aggira parte della parete rocciosa e con qualche saliscendi  supera alcuni canalini. In questa sezione di "trasferimento" è il caso di evidenziare un lungo traverso esposto,in uscita da un canalino,caratterizzato da una difficoltà superiore alla media fin qui incontrata ed in particolare l'avvicinamento allo spigolo  mentre la seconda parte del traverso stesso risulta più appigliata . In discesa si giunge alla base di un tratto verticale,esposto ma ben appigliato ed attrezzato con pioli  uscendone,a sinistra,nuovamente su cengia erbosa. Da prima in discesa lungo anche un salto roccioso franoso,poi in salita sul versante opposto,la cengia porta a superare inizialmente un anfratto,poi,interrotta da un breve traverso ben attrezzato,continua "tagliando" all'interno un canalino raggiungendo così una bella placca appigliata da superare stavolta in verticale. Un breve traverso obliquo conduce all'inizio di un nuovo lungo tratto sostanzialmente in quota con fisiologici saliscendi composto da un'alternanza di passi su zolle erbose,cenge erbose,gradoni rocciosi e traversi. Si trascorrono parecchi minuti nella percorrenza di questa sezione di scarso interesse tecnico,non impegnativa ma a tratti affannosa se non addirittura noiosa. Si attraversano alcune strettoie e dopo aver risalito un pendio franoso ci si addentra in una suggestiva fessura,con cautela vista la gran quantità di materiale detritico presente. Alcune facili roccette terminano poco più in là presso una comoda cengia panoramica ottimo punto di sosta. Lasciata la sosta si traversa brevemente in direzione di  un tratto verticale molto ben appigliato ritrovando da subito l'ormai caratteristico sviluppo di questa Via ossia una nuova lunga traversata che aggira nuovamente la parete mantenendosi prevalentemente in quota eccetto scendere qualche metro all'interno di alcuni canalini franosi per poterli aggirare. Ci si ritrova così a percorrere alcune cenge erbose,a superare alcune roccette in discesa ed alcuni esposti traversi ed è proprio al termine dell'ultimo di questi traversi che si giunge al punto chiave di questo lungo percorso. Come specificato nella segnaletica presente bisogna scegliere se proseguire attraverso il più facile percorso in direzione della cima poi in buona parte su sentiero o se proseguire in verticale affrontando 4 "salti" rocciosi di notevole impegno fisico. Le difficoltà che si incontrano in questi  strappi verticali sono nettamente superiori alla media della Via ed il tratto attrezzato che si vede dalla segnaletica è solo il primo dei 4. Optando per la soluzione difficile si parte nettamente in verticale guadagnando la base di una placca leggermente strapiombante nella quale la presenza dei pioli non deve ingannare,in particolare richiede un intenso uso delle braccia il passaggio di uscita della placca. Primo "salto" superato e possibilità di sosta. Nelle immediate vicinanze si trova l'attacco del secondo "salto" anch'esso verticale che richiede notevole trazione sul cavo anche se complessivamente le difficoltà sono lievemente inferiori al precedente compensando l'assenza di pioli metallici con la presenza di maggiori appoggi naturali per i piedi. Si giunge rapidamente su una cengia dove è possibile scaricare la tensione e recuperare energie in attesa del terzo "salto",più lungo dei precedenti e più variegato in quanto inizia con un traverso obliquo esposto e levigato,aggira uno spigolo e prosegue nettamente in verticale con l'ausilio di un piolo. Un breve traverso a sinistra sposta di qualche metro la linea di salita sempre verticale e culmina nella parte alta all'interno di un diedro ricco di pioli con le braccia che risentono degli sforzi fatti. In uscita si superano alcune roccette e ci si dirige verso il quarto "salto" alla cui sommità è appeso un grande tricolore. Si cammina su arbusti ed avvicinandosi alla parete si incrocia una via di fuga che all'occorrenza può servire anche come Via di accesso alla cima evitando quest'ultimo tratto. In avvicinamento al torrione roccioso è evidente lo sviluppo del percorso; inizialmente si traversa verso destra per salire poi faticosamente in verticale verso un camino finale dal quale si esce su arbusti con il cavo che finalmente serve solo come scorrimano. Il raggiungimento della vicina croce di vetta comporta ancora il superamento di un breve tratto attrezzato non particolarmente impegnativo eccetto il primo passaggio leggermente più fisico ma ormai siamo alla cima -1391mt. Come anticipato,la scelta della variante "facile" comporta invece il superamento di alcuni tratti attrezzati che non comportano particolari difficoltà.

DISCESA

Come da segnaletica presente alla cima si segue la direzione per passo della Cavada dal quale poi si scende in direzione Lodrino intercettando la strada mulattiera percorsa parzialmente in salita. Attenzione all'esposto sentiero erboso in particolare nella parte alta verso la vetta che risulta essere molto pericoloso e scivoloso in caso di umidità.

CONSIDERAZIONI

La nuova Via ferrata presenta uno sviluppo piuttosto lungo in quanto traversa e aggira le pareti rocciose scendendo e risalendo all'interno di anfratti e canalini talvolta anche con passaggini insidiosi. Il percorso così sviluppato risulta, all'interno delle sue 3.00h di percorrenza media, talvolta un po’ noioso e stancante. Per quanto riguarda la sezione segnalata come "difficile" merita assolutamente una scelta oculata in quanto le difficoltà sono realmente molto sostenute ed in caso di rinuncia prima della Via di fuga potrebbe essere molto difficoltoso ritornare sui propri passi. Attenzione al fissaggio precario di alcuni pioli metallici.